Canyon di Kasm

Informazioni

CampoValore
TipoCanyon di ossidiana, oggi allagato
PosizioneDal mare occidentale sopra Caldor fino alle terre del Limes di Valdoran
LunghezzaQuasi quattrocento chilometri
ProfonditàDa circa duecento a quasi quattromila metri
AbitantiIl regno di Kasm, fino alla sua distruzione
Prima apparizioneL’età dei regni

Il Canyon di Kasm è una ferita nella terra lunga quasi quattrocento chilometri. Comincia sulla costa occidentale, poco sopra Caldor, dove l’Oceano batteva contro le Porte Occidentali, e si spinge verso l’interno fino a toccare le terre del Limes di Valdoran. Per tutta la sua lunghezza separa il Barbaricum dal Continente, ed è un confine naturale quasi invalicabile.

Le pareti sono di ossidiana, nere, lisce e lucide, tanto da riflettere le lanterne come giganteschi specchi di pece, e salgono verso il cielo come due muraglie costruite dalle divinità. La fenditura è profonda appena duecento metri nei punti più vicini alla superficie e sprofonda per quasi quattromila nei tratti più profondi; il fondo sta sotto il livello dell’Oceano, e un fiume vi scorreva in mezzo. Di notte, viste dall’alto, le luci dei villaggi sulle pareti sembravano stelle precipitate dentro la terra e rimaste impigliate nella roccia.

Oggi il canyon è pieno d’acqua. Dalla sponda si vede soltanto una distesa scura e immobile, resa più opprimente dall’ossidiana che la circonda.

Descrizione

Finché le Porte ressero, il canyon fu la casa di un intero popolo (vedi Kasm). Le città pensili poggiavano su terrazze scavate nella roccia, i campi terrazzati occupavano ogni sporgenza, canali portavano acqua dolce alle colture e ruote, argani e ascensori a contrappeso sollevavano merci, animali e persone dalle profondità fino alle strade superiori. Una ragnatela di ponti di pietra e di corda collegava i due versanti, oscillando sempre nel vento che risaliva dal fondo. Kasm, scrissi una volta, era una metropoli costruita non verso il cielo, come Aeterna, ma dentro il cuore della terra.

Sulle misure le versioni non coincidono. Chi racconta di Kasm in fretta parla di una fenditura lunga centinaia di chilometri e di città centinaia di metri più in basso; le cifre che ho riportato io le ho raccolte nelle taverne, e nelle taverne i numeri crescono con il vino. Nessuno, comunque, ha mai misurato il fondo dopo che l’acqua lo ha coperto.

Oggi nessuno ci vive. I pesci evitano quelle acque e gli uccelli non vi si posano. Quando il sole è alto e la superficie resta ferma, qualcuno giura di vedere sotto l’acqua la cima di una torre, il profilo di un ponte o una fila di finestre illuminate. Nessuno è mai riuscito a raggiungerle.

Storia

Le porte di basalto che ne chiudevano l’imboccatura stavano lì da tempo immemorabile. Per secoli fu abitato e attraversato dai mercanti di Kasm, che commerciavano con il Continente e con alcune tribù del Barbaricum. Quindici anni fa, durante la Guerra Civile, le flotte di diversi regni abbatterono le Porte e l’Oceano lo riempì (vedi Distruzione di Kasm). Da allora è un cimitero sommerso.

Eventi nella saga

Voci correlate