Cittadella Imperiale
Informazioni
Campo Valore Tipo Palazzo e fortezza, antica sede del governo imperiale Luogo centro di Aeterna Proprietario Chiesa del Silenzio Ambienti noti Sala del Trono Imperiale, grande piazza centrale, Biblioteca, Corridoio degli Arazzi, studio del Pontefice, Archivi Centrali Prima apparizione L’età dei regni
La Cittadella Imperiale è il cuore di Aeterna: un complesso così vasto che, dietro le sue mura, sorgono sale del trono, templi, archivi, giardini, caserme, magazzini e abitazioni sufficienti per la popolazione di una piccola città. Fu il cuore pulsante della burocrazia dell’Impero: per secoli ogni ordine destinato alle province partì da lì, e ogni guerra, tassa, strada o acquedotto richiese almeno un sigillo custodito in quelle stanze. Oggi appartiene alla Chiesa del Silenzio, e i preti ne occupano soltanto una minima parte. Intere ali sono chiuse, altre murate perché ladri e disperati non vi trovino rifugio, e migliaia di stanze costruite per consiglieri, archivisti, generali, ambasciatori e servitori restano abbandonate dietro porte che nessuno apre più. Un corpo troppo grande per l’anima che ancora lo abita.
Vista da fuori, domina la città come una montagna bianca. Le mura esterne, quasi prive di decorazioni, salgono in file di grandi blocchi chiari, macchiati dall’umidità e attraversati da sottili crepe; in alcuni punti sono rinforzate da impalcature, altrove annerite dagli incendi della Guerra Civile. Da vicino impediscono di vedere buona parte del cielo, e le torri più lontane si perdono nella foschia. Re Severian Corvus, ogni volta che vi entra, dice di sentirsi come in un mausoleo. È il giudizio più onesto che ne abbia sentito.
Descrizione
I cortili. Oltre l’immenso arco d’ingresso si aprono cortili di marmo crepato, sollevato qua e là dalle radici; colonne spezzate giacciono fra giardini lasciati alle erbacce, le fontane ornamentali asciutte raccolgono foglie morte e acqua piovana, e impalcature di legno sostengono archi pericolanti in cantieri dove nessuno sembra lavorare da molto tempo. Quando piove, l’acqua si raccoglie nelle corti interne, perché i canali di scarico costruiti ai tempi dell’Impero non vengono curati da allora.
La Sala del Trono Imperiale. Fu una delle costruzioni più fastose di Aeterra. Le volte, sorrette da colonne di marmo venato, sono così alte che le figure dipinte sul soffitto sembrano piccole come uomini visti dalla cima di una montagna. Fra i colonnati si stendevano piscine ornamentali attraversate da passerelle di pietra, oggi asciutte e piene di crepe; i mosaici del pavimento raccontavano le conquiste degli Imperatori e gli affreschi mostravano province lontane e popoli inginocchiati, ma molte scene sono scomparse sotto assi, teli e chiazze di calce grezza, e di certi Imperatori restano soltanto i piedi. Sul lato occidentale, sopra una piattaforma di marmo nero raggiungibile per sette larghi gradini, sta il trono imperiale: un tempo coperto d’oro, avorio e pietre preziose, oggi opaco e annerito, con le cavità delle gemme strappate durante la Guerra Civile simili alle orbite di un teschio. Nessuno vi siede da centotrentatré anni, e tutto nella sala, dalle colonne alle finestre, è ancora costruito per condurre lo sguardo verso di esso. Davanti alla piattaforma nove troni più piccoli sono disposti a semicerchio: otto per i sovrani dei Regni e uno, al centro, per la guida della Chiesa. Vi si raduna, nelle rare occasioni in cui i Re accettano di venire, il concilio dei sovrani. Vi si entra da grandi porte di bronzo.
La grande piazza. La piazza centrale della Cittadella, con la sua scalinata e le porte di bronzo dell’edificio principale, fu progettata dagli architetti imperiali perché ogni parola pronunciata dalla scalinata corresse sul marmo, attraversasse gli archi e raggiungesse le ultime file. È lì che i Pontefici vengono cremati e che i nuovi Pontefici parlano alla città.
Gli interni. Varcate le porte, dentro si respira una fornace di profumi stucchevoli: incenso costoso, mirra, oli aromatici. I Cardinali passano nei corridoi con le vesti che frusciano e gli anelli che scintillano; nel Corridoio degli Arazzi un servitore lucida il marmo in ginocchio. Gli alloggi delle delegazioni hanno ancora arazzi scoloriti e bracieri di bronzo; quelli di Lucius Aurelianus, in una delle ali più antiche, sono poche stanze con scaffali di pergamene, un letto stretto, un tavolo e qualche immagine sacra. Ci sono una Biblioteca, con un ingresso orientale e sotterranei pieni di codici che nessuno apre da decenni, e gli Archivi Centrali, dove finiscono gli atti e i Monumenta di tutto il Continente; nella Cittadella si conservano anche i Monumenta degli uomini più illustri, con tavolette, statue, iscrizioni e ritratti. Nei registri interni l’inchiostro rosso indica le persone sottoposte a indagine, eresia o cancellazione. In qualche punto della Cittadella ci sono anche le sale senza finestre in cui si addestra l’Ordine dei Silenti.
Io stesso ho visto una stanza della Cittadella allagata fino alle ginocchia. La Chiesa sostiene che gli archivi centrali siano eterni. L’eternità, a quanto pare, soffre molto l’umidità.
Storia
Costruita come sede del governo imperiale, la Cittadella perse il suo padrone con la morte dell’ultimo Imperatore, circa centotrentatré anni fa. Durante la Guerra Civile fu segnata dagli incendi e il trono fu spogliato delle gemme; la Chiesa del Silenzio occupò il Palazzo e lo fece suo, abitandone una parte e murando il resto. Secondo i preti la custodisce per il futuro Imperatore. Intanto i tetti crollano, l’umidità divora gli archivi e i topi mangiano registri che forse nessuno saprebbe più leggere.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Nella Sala del Trono si tiene il concilio voluto da Lucius Aurelianus: cinque troni su nove occupati, con Aurelianus, Thalios Serakh, Severian Corvus, Marcellus Virex e Caelorn Varricus. Quella notte, negli alloggi della Cittadella, Thalios progetta la guerra a Solthar, Severian e Varro capiscono che nessuno li aiuterà e Titus si congeda da Aurelianus con un prete dal cappello affilato. Dopo la morte di Lucius Aurelianus la Cittadella si copre di drappi neri e argentati; nella grande piazza Titus accende la pira e parla di ordine, mentre la Magna Campana lo saluta con un solo rintocco. Finito il lutto, sulle torri compaiono bandiere nere senza ricami.
Titus rifiuta gli appartamenti dei predecessori e si sistema nella stanza che fu l’archivio militare imperiale, fra mappe e rapporti divisi per Regno; da lì muove sulla grande mappa del Continente i segnalini di pietra, toglie quello di Valdoran e spinge verso Thalassar l’oro della Chiesa. Lì consegna a Cassio il fascicolo nero contro Vaelor, il cui nome è scritto in inchiostro rosso.
Voci correlate
- Aeterna
- Chiesa del Silenzio
- Sommo Pontefice
- Archivi Centrali
- Sala delle Province
- Nodus Urbis Aeternae
- Magna Campana
- Ordine dei Silenti
- Collegio della Continuità
- Impero
- Lucius Aurelianus
- Titus
