Grande Cupola
Informazioni
Campo Valore Tipo Edificio imperiale a pianta circolare Posizione Centro della Città di Umbra Costruita da l’Impero Ospita il Grande Archivio di Umbra Prima apparizione L’età dei regni
La Grande Cupola è l’edificio che sta al centro della Città di Umbra, nel cuore della Foresta di Umbra, e che i testi imperiali indicano come sede del Grande Archivio. Edifici simili, rotondi e coronati da una cupola, esistono ancora in molte città del Continente fondate dall’Impero, e i testi più antichi li descrivono come i grandi archivi imperiali; quello di Umbra, a giudicare da ciò che ne resta sulle carte, doveva essere il più grande di tutti.
Questo è ciò che si poteva sapere prima che qualcuno ci arrivasse davvero. Ciò che la Cupola è, e ciò che contiene, lo racconto nei riquadri. Avverto che non ci ho messo piede, che nessuno dei miei bevitori di fiducia ci ha messo piede, e che chi l’ha fatto non è tornato a raccontarlo in una taverna.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Dall’esterno. Vista dalla conca, la Cupola domina la città: una struttura perfettamente circolare, sorretta da file di colonne gigantesche e sovrastata da una cupola che riflette il sole come un faro immobile. Statue alte decine di metri ne proteggono gli ingressi: figure avvolte in toghe, senza armi, con rotoli, chiavi e tavolette fra le mani. È più grande di qualunque archivio descritto nei testi, forse più vasta della Cittadella Imperiale di Aeterna. Scendendo verso di essa, Lysandros ha la sensazione che le statue non siano lì per proteggere gli ingressi, ma per impedire a qualcosa di uscire.
La piazza nera. Tutti i Condotti di Umbra convergono sulla Cupola e vi penetrano come radici nella terra. Davanti all’edificio la piazza è una lastra nera e traslucida, sospesa sopra un abisso dove ruota la Sfera del mondo. Quando la sfera si agita, la lastra diventa liquida e inghiotte quattro uomini della spedizione (vedi Spedizione di Lysandros a Umbra); il pezzo d’armatura che Arbazer getta giù dai gradini sparisce appena tocca la superficie. Solo i gradini restano solidi.
La porta. L’ingresso è un’unica lastra d’ossidiana, alta quanto la facciata di un tempio, senza maniglie, serrature o incisioni, che riflette le figure allungandole e cancellandone il volto, come le statue della città. Quando Lysandros vi appoggia il palmo, una luce argentata si ramifica sotto la sua mano in migliaia di linee nascoste: cerchi, formule, figure che conosceva soltanto dai frammenti più antichi di Thalmyra, alcune dell’Ars Regia, altre più antiche di qualunque scrittura nota. La porta gli trattiene la mano e lo attraversa come un lettore sfoglia un libro; gli mostra la sua vita e poi immagini non sue, città sotto cieli sconosciuti, uomini senza volto attorno a sfere più piccole, eserciti che innalzano Monumenta su campi di morti. Quando Arbazer tenta di strapparlo via, viene scagliato a metri di distanza. Poi, senza voce, la formula compare nella memoria di Lysandros:
AUTORITÀ RICONOSCIUTA.
INGRESSO CONCESSO.
Voci correlate
- Città di Umbra
- Grande Archivio di Umbra
- Condotti di Umbra
- Sfera del mondo
- Camera Primaria
- Camera delle Divergenze
- Custodi di Umbra
- Ars Regia
- Spedizione di Lysandros a Umbra
- Lysandros
