Ciclopi
Informazioni
Campo Valore Tipo Stirpe non umana Territorio Barbaricum Statura Quattro o cinque metri Aspetto Un solo occhio, volto largo e deforme Armi Mazze ricavate da tronchi cerchiati di ferro Affiliazione Orda Prima apparizione L’età dei regni
Ciclopi è il nome dei giganti con un occhio solo che vivono oltre il Grande Limes Settentrionale, nel Barbaricum. Nel Continente sono roba da racconti di veterani, di quelli che si ascoltano con un boccale in mano e si dimenticano il mattino dopo. In Valdoran qualcuno li ha visti davvero, e di solito non ha voglia di raccontarlo.
Aspetto
Un ciclope è alto quattro o cinque metri e cammina curvo, come chi è abituato a non starci in nessun posto costruito da altri. Il suo unico occhio sembra troppo piccolo per il volto largo e deforme. In guerra porta corazze fatte di strati di cuoio, tavole e lamiere strappate alle porte delle fortezze, e come arma usa un tronco intero rinforzato con cerchi di ferro e chiodi: trascinato nel fango, lascia un solco profondo quanto una trincea. Abbattuto, un ciclope schiaccia sotto di sé uomini di entrambi gli eserciti.
Modo di combattere
I ciclopi non possono combattere fianco a fianco senza ostacolarsi, perciò avanzano separati, ciascuno circondato da guerrieri umani che si infilano nelle brecce aperte dalla mazza. Il loro compito non è distruggere una formazione intera, ma romperla quanto basta perché gli uomini entrino. Contro di loro i soldati del Nord mirano alle gambe, al ventre, alle ascelle e all’occhio; un dardo di carrobalista può abbatterne uno, ma un ciclope accecato continua a colpire alla cieca seguendo le urla. Per uccidere un gigante, nella migliore delle giornate, servono decine di uomini.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Al Tauria. Nell’accampamento dell’Orda sono le creature più visibili: avanzano curvi per non urtare le corde tese tra le tende. Nella Battaglia del Tauria procedono dietro la prima linea, distanziati, e sembrano puntare sul centro di Severian, che serra le file in una formazione profonda costruita per trattenere i giganti e incanalarli tra le lance. All’ultimo, i primi continuano verso il Re per mantenere l’illusione, mentre quelli dietro piegano in diagonale, coperti dalla fanteria, sul fianco destro di Valeri, lasciato meno profondo per far lavorare le carrobaliste. Il primo colpo di mazza spezza tre scudi insieme. Una carrobalista rimasta in posizione ne abbatte uno con un dardo sotto la clavicola; un altro, con l’occhio trapassato da una freccia, viene ucciso da Valeri e da sei uomini, che gli piantano le lance dietro il ginocchio e nella gola. Un terzo finge di inseguire la cavalleria e poi si volta all’improvviso, scaraventando un cavallo contro un altro squadrone. Io scrissi quella sera che lungo il Tauria secoli di superiorità erano morti sotto le mazze dei ciclopi, e i manuali di tattica imperiale erano diventati carta buona per pulirsi gli stivali. Lo riscriverei.
Il Nord aperto. Dopo la battaglia gruppi di ciclopi, satiri e uomini del Barbaricum entrano nei villaggi abbandonati di Valdoran. I profughi giurano di aver visto ciclopi trascinare via intere porte perché non riuscivano a entrare nelle case.
