Braxos Serakh
Informazioni
Campo Valore Sesso Maschio Titolo Principe di Thalassar Dinastia Dinastia Serakh Regno Thalassar Residenza Basileia Thalassar, Chrysepolis Fratelli Thalios Serakh, Iason Serakh, Thaleia Serakh Prima apparizione L’età dei regni
Braxos Serakh è uno dei fratelli di Thalios Serakh, Re di Thalassar, e Principe della Dinastia Serakh. Insieme a Iason accompagna il Re nelle missioni di Stato e partecipa ai consigli che il logoteta Nikephoros tiene a Basileia Thalassar quando il sovrano è lontano.
È il fratello rumoroso. Dove Iason misura le parole, Braxos le spara; dove Thalios sorride per calcolo, lui ride perché ha voglia di ridere, e spesso nel momento sbagliato. A corte lo si prende per uno sciocco, e in parte lo è, ma il Re, che lo conosce bene, lo giudica facile da controllare e insieme capace di conquistarsi la fedeltà dei soldati, il che a Thalassar non è poco.
Aspetto
Accanto a Thalios sembra una sua versione imperfetta. È più robusto e tozzo, con il collo spesso, le guance piene e un sorriso troppo largo per risultare davvero piacevole. Porta la barba corta e mal curata, a dispetto dei servi che tentano di sistemargliela prima delle cerimonie. Gli occhi gli vagano di continuo tra la folla e le finestre, fermandosi soprattutto sulle donne e sulle bancarelle di cibo.
Personalità
Braxos è volgare, impulsivo e sprezzante, ma meno stupido di quanto voglia sembrare. Si versa da bere senza aspettare i servi, batte il calice sul tavolo quando qualcosa lo irrita, parla di bordelli e di donne con la stessa leggerezza con cui parla di guerre. Della sofferenza altrui ride volentieri, purché sia abbastanza lontana.
Eppure, sotto la grossolanità, vede le cose con una franchezza che il fratello Iason si concede di rado. È lui a dire ad alta voce ciò che gli altri lasciano nell’allusione, sul Re e sulla sorella, e a ricordare che gli Imperatori di solito finivano male. Io aggiungerei che gli uomini che ridono forte sono spesso quelli che i soldati seguono senza chiedere perché, e che un Re dovrebbe temerli almeno quanto i silenziosi.
Con la sorella Thaleia è affettuoso nei gesti e brutale nella sostanza: la chiama «Sorella adorata» e un istante dopo le stringe la spalla fino a farle male.
Prima degli eventi
Braxos è cresciuto sentendo ripetere il «piano» della famiglia per le Selve di Amana: prendere Arakhan, stringere la Selva da Ovest e da Est e chiudere la costa con la flotta. Lo conosce a memoria e lo trova noioso, perché, come dice lui, glielo ripetono da quando aveva dieci anni. Thalios gli ha promesso le donne di Amana, e Braxos non ha dimenticato la promessa.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Alla sua prima visita in Aeterna, al seguito di Thalios per il concilio convocato da Lucius Aurelianus, Braxos cavalca alla destra del Re e si dichiara deluso: la grande Capitale è per lui soltanto un acquitrino maleodorante, e spera almeno che i bordelli siano di buona qualità. Quando Thalios parla di sterminare le Amazzoni, ride che le «puttane di Amana» sapranno combattere meglio degli uomini e che è curioso di verificarlo. Il Re sospira: «Il Silenzio mi salvi dai miei fratelli.»
Dopo lo scontro con Caelorn Varricus, Thalios ordina ai fratelli di tornare a Chrysepolis e preparare la guerra contro Solthar. Braxos protesta soltanto per sé: «E le Amazzoni? Mi avevi promesso—», e uno sguardo del Re basta a zittirlo. Quando Thalios ricorda che è lui il maggiore e l’erede del padre, Braxos deglutisce: «Nessuno lo mette in dubbio.»
A Chrysepolis entra nell’atrio del Palazzo con la mano sull’impugnatura della spada. Alla sorella, che chiede di assistere al consiglio, aggiunge che quegli argomenti non sono adatti a una Principessa, «O a una donna», le elenca i doveri della Principessa di Thalassar, fra cui un matrimonio degno del nome, e quando lei insiste le sfugge un «Non è il tuo Regno», che corregge subito sotto lo sguardo di Iason.
Nella sala privata del consiglio, ignaro di Thaleia dietro la grata, liquida il concilio di Aeterna come «una processione di facce imbalsamate» e l’invasione di Valdoran con un «Peggio per lui». Sulla guerra contro Solthar, però, è d’accordo con Iason e con il logoteta: è una vendetta per un insulto, e Thalassar ha già abbastanza fronti aperti. Descrive le perdite sul confine orientale della Selva, dove le Amazzoni bruciano ogni castrum e di ogni pattuglia torna un uomo su dieci, e del fratello Re dice:
«Si crede un nuovo Imperatore», disse Braxos senza ironia. «Dovrebbe ricordarsi come finivano, gli Imperatori.»
È lui a introdurre l’argomento della sorella, «cosa facciamo di nostra sorella?», a ricordare che ha quasi quindici anni, a proporla a Marcellus Virex di Caldor, pidocchio e quasi sempre ubriaco ma padrone di buoni porti, e a chiamarla con una risata «Un pacco di lusso». Ed è ancora lui, abbassando la voce, a dire ciò che tutti sanno e nessuno nomina: Thalios tiene Thaleia per sé «Come una moneta che non vuole spendere», perché gli piace sapere che nessun altro può toccare ciò che considera suo. «Specialmente Thaleia.» Subito dopo protesta che è sua sorella, non soltanto quella del Re. Thaleia ascolta tutto, e qualche settimana dopo fugge.
