Basileia Thalassar
Informazioni
Campo Valore Tipo Palazzo Reale, reggia fortificata Città Chrysepolis Regno Thalassar Posizione Una collina vicina al mare, sopra la città e il porto Proprietari Dinastia Serakh Abitanti noti Thalios Serakh, Iason Serakh, Braxos Serakh, Thaleia Serakh, Cassiane Funzionari Il logoteta Nikephoros, scribi, messaggeri, guardie scelte Prima apparizione L’età dei regni
Basileia Thalassar, il Palazzo Reale di Thalassar, domina Chrysepolis da una collina vicina al mare. È la reggia della Dinastia Serakh e, insieme, la stanza dei bottoni del più grande potere militare del Continente: da qui partono gli ordini per le legioni, per la flotta e per gli eserciti mandati contro Arakhan. In città lo chiamano semplicemente il Palazzo, con la maiuscola che si sente anche quando lo si pronuncia.
Lo si vede da quasi ogni quartiere: terrazze di marmo bianco sovrapposte l’una all’altra, cupole rivestite d’oro, gallerie sorrette da colonne di pietra azzurra portata dalle cave dell’entroterra. Nelle ore centrali del giorno brilla tanto da ferire gli occhi, e credo che sia fatto apposta: un palazzo che non si riesce a guardare in faccia ha già vinto metà della discussione.
«Dicono che Basileia Thalassar sia la fortezza più sicura del Continente.»
Descrizione
Dietro la facciata c’è una reggia che vive di acqua e di mani. Nei giardini le fontane si versano in vasche ornate di lapislazzuli e madreperla; piccoli canali corrono lungo i pavimenti dei porticati per rinfrescare le ore calde; dalle logge superiori pendono tende di seta che il vento del mare fa ondeggiare. L’aria sa di sale, di fiori e delle resine che bruciano nei bracieri. Centinaia di serve, sveglie prima dell’alba, raccolgono petali, lucidano il marmo e cambiano i drappi spostati dalla notte, perché la perfezione del Palazzo deve sembrare naturale e nessun membro della famiglia Serakh deve aspettare.
Il cuore dell’edificio è il grande atrio centrale, sotto una cupola coperta di tessere d’oro al cui centro è raffigurato il serpente di Thalassar, simbolo della dinastia. Quattro scale monumentali salgono ai piani superiori e una lunga vasca attraversa il pavimento fino alle porte dorate della reggia. Al passaggio dei Principi tutti, servi, funzionari e ufficiali, piegano le ginocchia e abbassano la fronte; restano in piedi soltanto le guardie.
Il resto è un organismo da governo. Ai piani inferiori schiere di scribi registrano tributi, paghe e carichi di merci; nei cortili orientali messaggeri e cavalli attendono giorno e notte; le guardie che occupano ogni ingresso importante portano elmi lucidati e corazze ornate, ma sono quasi tutte veterani scelti tra i più fedeli alla famiglia reale. Esiste una sala privata del consiglio, con un lungo tavolo e una parete coperta di mappe, dove il logoteta e i Principi discutono il destino del Regno quando il Re è lontano. Nell’ala orientale vive ritirata la Regina Madre Cassiane, e i figli maschi non vi mettono piede da anni.
Le pareti sono coperte di mosaici: navi vittoriose, eserciti in marcia, ambascerie inginocchiate davanti alla gens Serakh, battaglie navali con vele purpuree. Non vi compaiono sconfitte, flotte affondate, città perdute o Re assassinati dai propri fratelli. Non so se manchino perché non sono mai accadute o perché nessuno ha voluto pagarne le tessere; ho il sospetto che la seconda risposta sia quella giusta.
Un palazzo costruito sopra sé stesso
Il Palazzo è cresciuto insieme alla dinastia. Ogni sovrano ha aggiunto cortili, logge e sale per lasciare una prova visibile della propria grandezza, e ogni ampliamento è stato sovrapposto al precedente senza troppa cura per ciò che già c’era. Il risultato è un labirinto: corridoi murati, scale dimenticate dietro pareti ornamentali, vecchie porte nascoste sotto mosaici più recenti, molte sale senza finestre verso l’esterno. Forse servono a proteggere la famiglia dagli assassini, forse anche il sole, da quelle parti, deve chiedere il permesso prima di entrare.
Tra i servi corrono due storie. La prima dice che esistono passaggi da cui il Re ascolta ciò che si dice nelle sale senza essere visto. La seconda parla di stanze dimenticate piene degli scheletri di consiglieri un po’ troppo sinceri. Alla seconda non credo, o quasi. Alla prima credo un po’ di più.
«Quel palazzo è una gabbia e, come tutte le gabbie, è più bella per chi la osserva dall’esterno che per chi vi è rinchiuso.»
Usanze
A Basileia le cerimonie si guardano dall’alto. Quando i dromoni rientrano in porto le fiancate vengono ornate di nastri e drappi, i rematori ricevono uniformi nuove e gli ufficiali salgono al Palazzo per ricevere la benedizione del Re. L’etichetta è rigida: chi si presenta davanti alla corte con un capello fuori posto se ne sente parlare per giorni, perché a palazzo, come dice una serva che lo conosceva bene, si nota tutto. Le giovani nobildonne non sposate portano due sottili trecce ai lati del volto e il velo sulla parte inferiore del viso; nelle sale del consiglio, naturalmente, non entrano.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Il mattino in cui Braxos e Iason rientrano da Aeterna per la porta occidentale, l’atrio si riempie di funzionari e ufficiali; Thaleia, unica in piedi insieme alle guardie, chiede ai fratelli del Limes caduto e viene rimandata nelle sue stanze. Lei invece si infila in uno dei passaggi che ha scoperto da bambina: in un corridoio laterale c’è un grande mosaico con una battaglia navale, navi dalle vele purpuree e un antico sovrano Serakh a prua dell’ammiraglia. Premendo la tessera che forma l’occhio di un marinaio con la lancia si apre una porta sottile; una scala ricavata nello spessore delle mura, umida di salsedine, scende fino a un corridoio tra le colonne portanti e a una grata di bronzo che dal lato opposto sembra una presa d’aria. Dietro c’è la sala privata del consiglio. Da lì Thaleia ascolta il logoteta Nikephoros pianificare con i Principi una guerra limitata contro Solthar e poi stimare il suo valore da sposa «come di una nave, un’alleanza o una provincia da scambiare».
Dopo aver cercato invano aiuto dalla madre nell’ala orientale, settimane più tardi Thaleia lascia il Palazzo di notte con la serva Draga, per un passaggio segreto che scende fino ai quartieri bassi del porto. La «fortezza più sicura del Continente» non si accorge che la sua Principessa è uscita a piedi.
