Mercato della Memoria

Informazioni

CampoValore
TipoStrada porticata di botteghe
LuogoAeterna, fra la periferia e la Cittadella Imperiale
Gestionescribi della Cittadella, Chiesa del Silenzio
Merciindulgenze, genealogie certificate, menzioni negli Annali, iscrizioni, copie dei Monumenta
Prima apparizioneL’età dei regni

Il Mercato della Memoria è una strada coperta da portici di Aeterna, sulla via che dalla periferia sale alla Cittadella Imperiale, con botteghe strette su entrambi i lati. Ci si vende quello che la Chiesa del Silenzio insegna essere la cosa più preziosa al mondo: la Memoria. Indulgenze, genealogie certificate, quote nelle cronache ufficiali. Gli scribi della Cittadella siedono dietro banconi simili a quelli dei cambiavalute, fra registri, calamai e sigilli, ed espongono tavolette con le tariffe: tanto per una menzione negli Annali, tanto per l’incisione di un nome su una lapide pubblica, tanto per conservare una copia aggiuntiva del proprio Monumentum negli archivi sotterranei.

Ogni forma di immortalità ha un prezzo, e il prezzo è scritto. È questo, credo, che rende il Mercato tanto rispettabile: nessuno lo nasconde. I preti comuni lo conoscono come conoscono il fonte battesimale; i ricchi ci vanno come si va dal notaio; i poveri ci passano davanti guardando per terra.

Che cosa ci si compra

Chi ha denaro non teme davvero il Silenzio. Può pagare scribi perché copino le sue genealogie, scultori perché moltiplichino il suo volto e cronisti perché trasformino ogni sconfitta in un sacrificio necessario: un ricco può comprare l’eternità una pergamena alla volta. Al Mercato si vedono le due facce del commercio. C’è chi compra una riga in più per i propri morti, e chi compra per un nemico una riga in meno; gli stessi banchi vendono immortalità e cancellazione, e lo fanno senza imbarazzo.

Le scene che vi si vedono sono sempre le stesse. Un mercante protesta perché il nome del padre è finito su una pagina troppo vicina a quello di un conciatore, come se la vicinanza potesse contaminare il sangue della famiglia. Una vedova in seta paga, con una lista di testimoni pronti a giurare, perché alla vita del marito venga aggiunta la donazione di un ospizio che il morto non ha mai visto. Un vecchio offre il mantello, una ciotola di rame e gli attrezzi del mestiere perché il nome del figlio, impiccato per furto, non venga cancellato, e l’impiegato lo guarda con annoiata pietà.

«Credono di comprare l’immortalità, mentre stanno solo affittando uno spazio.»

Così pensa chi passa di lì con gli occhi aperti. Io aggiungerei che l’affitto lo riscuote sempre lo stesso padrone.

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