Agrios
Informazioni
Campo Valore Sesso Maschio Titolo Generale Affiliazione Esercito di Thalassar Regno Thalassar Sovrano Thalios Serakh Comando Legioni impegnate contro Arakhan Prima apparizione L’età dei regni
Agrios è il generale che guida le legioni di Thalassar nella guerra contro Arakhan. Quando il Re è lontano, è lui a comandare le operazioni nel Sud: lo sanno persino i capitani dei castra sperduti ai margini delle Selve di Amana, che alla domanda su chi diriga la campagna rispondono senza esitare: «Il Re e, quando è assente, il generale Agrios.».
Appartiene a un’altra generazione rispetto al sovrano. Ha combattuto sotto il padre di Thalios Serakh e ha comandato uomini prima che il giovane Re imparasse a impugnare una spada. Questo non lo rende immune agli umori del suo signore, che teme come tutti, ma gli concede un privilegio raro: è uno dei pochi uomini al mondo, forse l’unico, che Thalios rispetti davvero.
Nelle sale dorate di Chrysepolis si contano a centinaia i cortigiani capaci di inchinarsi con grazia; uomini che sappiano dire a quel Re quanto costerà una guerra, e restare vivi dopo averlo detto, ne ho sentiti nominare uno solo.
Aspetto
Agrios ha il volto scurito dal sole e la pelle dura come cuoio vecchio, il genere di pelle che si fa soltanto dormendo sotto le tende per decenni. Una cicatrice gli taglia il sopracciglio sinistro. Nel deserto monta un cammello, come il suo Re, e porta un’armatura di bronzo che la polvere delle campagne rende presto opaca.
Personalità
È un soldato di mestiere, concreto, abituato a ragionare in uomini, pozzi, strade e stagioni. Non ama le frasi solenni e non le pronuncia: quando parla al Re lo fa con le cifre e con le carte, e ha imparato a misurare quando una domanda di Thalios richiede una risposta e quando no.
Ha servito Thalios abbastanza a lungo da sapere che mostrare disgusto non aiuta nessuno. Così, davanti agli ordini più feroci, abbassa gli occhi e obbedisce; ma non li condivide sempre, e qualche volta impreca sottovoce. Lo si vede anche dal modo in cui pone domande: brevi, pratiche, spesso le stesse che i cortigiani non hanno il coraggio di fare.
Prima degli eventi
Di lui so poco oltre ciò che sanno i suoi soldati: che era già un comandante esperto sotto il vecchio Re, e che con il figlio è rimasto al suo posto mentre Thalassar si preparava, da tre generazioni, a prendersi Arakhan e la Selva. All’inizio della vicenda le sue legioni hanno spinto gli Arakhani fino alla loro capitale e si apprestano ad assediare l’Oasi di Keshar. A Chrysepolis i Principi e il logoteta temono che l’assedio duri mesi se il generale non riceverà altri uomini.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Mentre Thalios siede al concilio di Aeterna, Agrios regge da solo la campagna contro Arakhan. La notte dopo lo scontro con Caelorn Varricus, il Re gli scrive di intensificare gli attacchi all’Oasi senza attendere il suo ritorno e di conquistarla «a qualunque costo». Il biglietto non arriverà mai: il messaggero viene decapitato dai cappelli d’acciaio dei Silenti e gli ordini per «il generale Agrios, responsabile delle legioni impegnate ad Arakhan» finiscono nelle mani della Chiesa.
Quando Thalios raggiunge il campo, trova quindicimila uomini fermi sotto il sole e le macchine d’assedio ancora coperte. Agrios gli spiega che nessun ordine di avanzare è giunto e azzarda che il corriere sia stato preso dai predoni o da una tempesta; il Re lo zittisce:
«Non essere sciocco, Agrios.»
Poco dopo arriva un Silente con l’Editto della Magna Campana: Lucius Aurelianus è morto e il manto è passato a Titus. Agrios accoglie la notizia con un’imprecazione a mezza voce, «Il ragazzo.», ed è l’unico commento che quel nome riceve davanti all’esercito. Thalios gli ordina un assedio rapido: prendere i pozzi esterni, chiudere le piste, abbattere i palmeti per farne legname da macchine. Alla domanda del generale sulla popolazione, il Re risponde che va ucciso chi impugna un’arma e incatenato chi può lavorare o reggere un remo.
Durante l’Assedio dell’Oasi di Keshar Agrios è accanto al Re sulla duna da cui si osserva la città. Assiste senza un gesto all’ordine di caricare negli onagri le teste dei decapitati dei villaggi. Quando un esploratore annuncia che cinquecento Guerriere Scelte sono uscite dalla Selva, è lui a far notare che potrebbero rafforzare la difesa, e subito dopo a capire il disegno del Re: lasciare aperto un corridoio a oriente e richiuderlo alle loro spalle. Il suggerimento pratico è suo: nascondere la cavalleria dietro i palmeti settentrionali, perché le Amazzoni non entrino se vedono i cavalieri schierati.
