Distruzione di Kasm
Informazioni
Campo Valore Data Quindici anni prima della vicenda, negli ultimi anni della Guerra Civile Luogo Canyon di Kasm e Porte Occidentali di Kasm Mandanti La Chiesa del Silenzio Esecutori Flotte e legioni di diversi Regni del Continente Vittime Il popolo di Kasm Nome negli Annali Pacificazione Prima apparizione L’età dei regni
La Distruzione di Kasm è lo sterminio del regno di Kasm, avvenuto quindici anni fa, quando la Guerra Civile stava per finire. Le flotte di diversi Regni abbatterono le Porte Occidentali che trattenevano l’Oceano, il mare entrò nel canyon e un intero popolo fu cancellato in un solo pomeriggio. Negli Annali la chiamarono pacificazione, perché sterminio era evidentemente una parola troppo sgradevole da incidere nella pietra.
È uno dei pochi fatti su cui eserciti che si odiavano riuscirono a mettersi d’accordo. La Chiesa del Silenzio diede l’ordine, i Re fornirono gli uomini, i mercanti le navi, i sacerdoti le benedizioni. Tre anni dopo gli stessi Regni firmarono l’Armistizio e cominciarono a parlare di pace fra popoli civili.
Al Nord se ne parla poco, perché fra le legioni sulle alture c’erano anche quelle di Valdoran. Chi ne parla la chiama, come Valeri, un’atrocità che ha macchiato l’onore di Aeterra, e aggiunge subito che fu la Chiesa a volerla. È vero. Non è tutta la verità.
Antefatti
Kasm era un piccolo regno ricco che viveva dentro un canyon, commerciava con tutti e si teneva lontano dalle dispute dei vicini. Durante la Guerra Civile rimase neutrale: non mandò soldati alla Chiesa, non lasciò passare gli eserciti del Continente sulle sue terre e continuò a commerciare con entrambi gli schieramenti. Soprattutto, aveva cominciato a dubitare della Chiesa e del sistema dei Monumenta, e aveva smesso di consegnare i propri morti agli Archivi.
Ognuno trovò il suo motivo. I sacerdoti lo chiamarono eresia, i Re una minaccia alla sicurezza del Continente, i mercanti un ostacolo alle loro rotte. Ai soldati fu raccontato che Kasm era un luogo di eretici, una porta attraverso la quale il Barbaricum avrebbe invaso il Continente e l’eresia si sarebbe diffusa in tutta Aeterra. Bastò questo a mettere sotto un’unica bandiera eserciti che fino a quel momento combattevano gli uni contro gli altri. Molti credettero davvero di partecipare a una missione sacra.
Ognuno fornì qualcosa: benedizioni, uomini, navi, denaro o semplicemente il silenzio necessario a fingere di non sapere.
Svolgimento
L’attacco venne dal mare. Una flotta formata da navi di regni diversi si schierò davanti alle Porte Occidentali e cominciò a martellarle; sulle alture del canyon si disposero legioni con diverse bandiere, fra cui quelle di Valdoran, guidate dai loro Duci. Quando i sostegni delle Porte cedettero, l’Oceano entrò nella gola, e non cadde soltanto un Regno.
Quanti morirono non lo so dire con esattezza. Nessuno li ha contati: per contarli bisognava averli registrati, e Kasm i suoi morti non li registrava più. Si dice, e non sono soltanto i vecchi di Valdoran a raccontarlo, perché ci sono testimonianze persino dalle Sette Isole, che in quel pomeriggio il livello del mare si sia abbassato di tre centimetri.
Conseguenze
Il canyon è diventato un lago scuro e immobile, che i pesci evitano e su cui gli uccelli non si posano. Chi vi si affaccia giura a volte di vedere sotto l’acqua una torre o una fila di finestre illuminate.
Per il Continente la cosa finì lì. La Guerra Civile si chiuse tre anni dopo con l’Armistizio, i trattati parlarono di pace fra i regni civili e nessuno, a quanto mi risulta, ha mai dovuto rispondere di Kasm. Gli uomini che c’erano tornarono a casa e ripresero a combattersi fra loro.
«Kasm rifiutò di consegnare i propri morti al Silenzio, e il Continente rispose consegnando l’intero Kasm alla morte.»
Così chiusi la mia annotazione su Kasm, e non ho cambiato idea. La Chiesa e i Regni cancellarono secoli di storia e un intero popolo perché non sopportavano l’esistenza di un luogo in cui l’anima non appartenesse ai Monumenta. Il perché questo li spaventasse tanto, allora, non me lo chiedevo.
Eventi nella saga
L’età dei regni
La visione. Nel campo dell’Orda, dopo il Tauria, Thyrrus mostra a Valeri la distruzione nel fumo verde del braciere. Valeri vede le pareti di ossidiana e le città sul fondo; la flotta di dromoni, liburne e navi d’assedio che lancia massi incandescenti e miscele di pece e olio contro i cardini delle Porte, mentre alcune navi bruciano colpite dalle difese di Kasm; le legioni sulle alture che calano barili di pece lungo le pareti, incendiano ponti, torri e vie di fuga, trafiggono chi tenta di arrampicarsi e scagliano frecce contro i civili rifugiati nelle gallerie. Fra loro, in armatura da Duce di Valdoran, a cavallo e con il volto immobile, c’è suo padre Decimus. Poi le Porte si crepano, il sostegno centrale cede e l’Oceano entra nel canyon come una muraglia, preceduto da un muro d’aria. Valeri vede una donna stringere due bambini sopra un tetto prima che l’acqua li porti via.
Le anime. Thyrrus dice che mezzo milione di persone morirono quasi nello stesso momento. Kasm aveva smesso di consegnare i morti ai Monumenta, e quelle anime erano libere di tornare alla Natura; liberate tutte insieme, «la Diga non riuscì ad assorbire l’urto». Sopra il canyon il cielo si piegò come una tela bagnata, le due sommità della gola sembrarono sovrapporsi, il mare scorreva verso l’alto e gli stessi detriti comparivano in più luoghi nello stesso istante: «La realtà si incrinò.» Dentro la crepa scorrevano immagini del passato, del presente e di milioni di futuri possibili: Aeterna in fiamme, una pianura coperta di statue immobili, foreste che camminano, il mare che si ritira per chilometri (vedi Crepe, Diga).
Decimus e Thyrrus. Thyrrus guardava dal Barbaricum, sperando che quella strage mettesse il Continente davanti alla propria barbarie; non era preparato, dice, «a vedere il mondo scucirsi». Attraverso la crepa lui e Decimus, separati da chilometri, si trovarono faccia a faccia. Decimus vide le anime trattenute nei Monumenta e la Diga che avvolgeva il Continente, proteggendolo e isolandolo, balbettò «È tutto falso, tutto» e si puntò la spada alla gola. Thyrrus lo fermò: «Vuoi davvero che Kasm sia l’ultimo atto della tua vita?» Gli propose di vivere e di far cessare insieme quell’aberrazione. Decimus abbassò la spada senza riporla e chiese se avesse visto anche suo figlio; nel fumo comparve un uomo con il volto di Valeri, con una corona, morto sotto la neve, accanto a Thyrrus in un castrum diroccato. Che cosa Decimus abbia fatto dopo, Thyrrus non lo sa: sa soltanto che «non fu più lo stesso uomo dopo Kasm», e che continuò a servire Valdoran. Forse ebbe paura, forse morì prima di poter mantenere la promessa.
Valeri esce dalla tenda senza sapere se il satiro abbia detto la verità, né se quello che è successo a Kasm sia stato qualcosa di più di una visione. Io aggiungo soltanto questo: i tre centimetri di mare, adesso, mi sembrano meno una favola da taverna.
